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 Catalogo SacrArte edizione 2006

Catalogo2006
Il catalogo raccoglie tutte le opere concorrenti alla edizione di SacrArte edizione 2006 con le seguenti voci:

nome dell'opera;
nome e cognome dell'autore;
la tecnica;
le dimensioni;
breve spiegazione.


n. 1 “La Croce”- Cosimo D. Altomare






Tecnica: Computer grafica

Dimensioni: 500 x 500 mm





LA CROCE

La croce, detta anche Signum Christi è il simbolo del grande mistero della redenzione umana. Gesù Cristo ha trasformato questo strumento di morte in sorgente di vita, di salvezza, di gioia e di emozione per il mondo intero. Oggi la chiesa adora la croce, la dichiara il vessillo e il segno distintivo del cristiano e la colloca al centro del mondo.

STENOGRAFIE DELL’ANIMA

Per ogni artista i segni dell’arte sacra devono ritornare ad essere stenografie dell’anima, candide, taciturne e commosse preghiere. In questi colloqui abbreviati col trascendente, c’è già tutto quello che conta a proposito del rapporto del credente con la divinità.











n. 2 “Aurea”- Cardelia Ambrosio




Tecnica: mista

Dimensioni: 400 x 600 mm

Il mio credo religioso è quello cristiano e siccome oltre ad essere pittrice, amante dell’arte sono anche catechista e quindi non potevo che non rappresentare il momento più significativo della vita di Gesù. La Resurrezione. Per realizzare la mia opera mi son servita di tre immagini fondamentali: la madonna(figura creata dagli elementi naturali, circondata da un aurea), la colomba, la croce.

La Madonna realizzata da fili di juta e di lana che s’intrecciano danno delle ramificazioni simili ad arbusti che vanno a simboleggiare una creatura pura creata dalla terra(legata al concetto della genesi dove Adamo è creato dal fango). Il colore che ho usato è il blu in tutte le sue sfumature, non a caso il colore che di solito viene utilizzato nella rappresentazione delle vesti di Maria.

La figura della Madonna va a simboleggiare il dolore che diviene poi speranza.

Vicino a Maria c’è la croce di colore nero. Il nero nel linguaggio dei colori viene usato per rappresentare dolore, tristezza.

In basso a sinistra c’è la colomba che rappresenta la risurrezione dello spirito santo, lo spirito santo che da la pace realizzato sempre con fili di juta e di lana ma rigorosamente di colore oro. Il colore della luce, del sole La luce che circonda l’immagine sembra voler cancellare tutti i peccati. La luce è di colore bianco, il colore candido, il colore che da la vita.

Per il fondo ho utilizzato invece un impasto di colla vinilica e sabbia colorata terra di siena bruciata, ispirata al colore della sabbia del deserto , quel deserto dove Gesù ha trascorso 40giorni e 40 notti. Riassumendo, il mio quadro si presenta come una sorte di racconto, dal dolore di Maria,la morte di Gesù e la sua resurrezione.



n. 3 “La morte di un grande papa”- Liano Barletta





Tecnica: olio su compensato intelaiato

Dimensioni: 300 x 240 mm









L’opera da me eseguita e la testimonianza di un dolore collettivo nei riguardi di un uomo cosi semplice che da solo ha cambiato il mondo, il fatto di aver dipinto l’opera esclusivamente in blu fa capire la chiara preferenza di questo colore , sia nel tratto che nella intera immagine si nota una spiegazione dell’opera approfondita nei minimi dettagli, ho evidenziato in modo particolare le due immagini riguardante il papa sia in vita che in morte .



























n. 4 “Pastore”- Alessandro Battista






Tecnica: pastello e carboncino su cartoncino

Dimensioni: 250 x 300 mm



C’è un bambino,

occhi grandi in attesa di orizzonti

che slarghino prestabiliti confini.

Ha tra le mani un aspro bastone

Esile come le sue mani,

come il suo corpo.

Null’altro c’è, se non questo corpo,

questi occhi, questo appoggio imperfetto.

Eppure sappiamo che esiste dell’altro:

il belare lento di capre e di agnelli

tintinnii di sonagli

e vento che smuove le erbe

solitudine acuta

un affaticato nascosto sostare

incerte ombre nel tardo annottare



e l’aurora – benedetta – che s’affaccia feconda.

Gesti sempre uguali e arcaici suoni

Ripetuti giorno dopo giorno

per migliaia di supplici anni.

Sappiamo che un canto antico prende forma tra le labbra mute.

Un canto che lacera l’aria

Chiede ascolto

Ed ascolta il silenzio

E trova sillabe nuove

Per leggere il mondo.

A noi umani è dato

solo per un lucido istante

Fissare la bellezza intangibile

Del dio pastore.





n. 5 “Crist(all)i ferrosi”- Fulvio Biancatelli










Tecnica: Pezzi di parabrezza d’auto frantumato incollati su lamiera di ferro

Dimensioni: 450 x 450 mm







Tutto si crea e nulla si distrugge. Ed anche quello che si spezza, si frantuma con infinite sfaccettature può essere ricostruito, ricomposto, se non nella forma almeno nello spirito.

Con questa convinzione raccolgo, riunisco, incollo per salvare l’anima che è in ogni cosa e ricordare, pensando ad un mosaico bizantino cristiano, un dipinto rupestre primitivo, una geometria mussulmana, un’icona indù, un segno buddista, protestante, ortodosso, amish, cattolico, ed alle infinite sfaccettature del Credo, istituzionalizzato e informale, che esistono per gli uomini molti Dio, ma una sola spiritualità.

Con cui un giorno faremo i conti, guardandola nell’occhio.















n. 6 “Maria presenta il frutto divino”- Teresa Bisogno






TECNICA: scultura in cartapesta

DIMENSIONI: 700x1000 mm





La madre presenta il figlio, lo tiene fra le braccia verso gli altri.

Il volto della madre è già anziano e sofferente, cosciente del dolore che verrà.

Alle spalle dell’opera è importante la presenza di un telo bianco sin dall’infanzia di Cristo, come testimonianza di un futuro già annunziato.

Il telo è posto qui volutamente per offrire, a colui che guarda, una duplice riflessione:

  1. Cristo è stato ed è (ci ha lasciato una sua impronta)

  2. Il bianco del telo lascia intendere la vita, la resurrezione, mentre il nero della scultura il passaggio terreno.

















n. 7 “sacro dissolvi”- Luigi Borrelli






Tecnica: bronzo

Dimensioni: H 300mm







































n. 8 “Agnostoi Theot - a un dio sconosciuto”- Cacace Ciro












Tecnica: tempera su tela

Dimensioni: mm





L’autore vuole comunicare con la propria opera che la stessa, proprio perché è indefinibile e inspiegabile esprime compiutamente la sua concezione di mistero di Dio.























n. 9 "nel dolore" – Monica Camerota















Tecnica: olio tela

Dimensioni: mm









Nel caotico mondo moderno “io” mi fermo per raccogliere i dolori dell’umanità …rimembrando Gesù trafitto dai chiodi e crocifisso nell’enunciare: “Padre perdona loro, perché non sanno quello che fanno!”….E lo disse NEL DOLORE































n. 10 “Maternità”- Giuliano Cascella






Tecnica: olio tela

Dimensioni: mm





















n. 11 “Cristo 97”- Maddalena Cirella
















Tecnica: gesso patinato

Dimensioni: 320x340 mm



























n. 14 “Tre Giorni”- Vittoria Donadio
















Tecnica: acquerello e matite su tela

Dimensioni: 400x600 mm



Saluto di cristo, nell’ultima cena. Croce simbolo del cristiano del sacrificio del Figlio, dono di Dio agli uomini.

…..volto di un uomo.



















n. 15 “Mandala della vita”- Laura Fiore






Tecnica: MOSAICO

Dimensioni: diam. 400 mm



Mandala e Yantra sono nel credo rispettivamente buddista ed induista, espressioni artistiche sacre.

I Mandala sono spesso più figurativi degli Yantra, ma entrambi racchiudono una simbologia degli elementi cosmici, resa attraverso forme geometriche e colori.

La connotazione sacra di tale forma artistica, è tutta nella sua realizzazione; nella concentrazione del monaco mentre con pazienza e precisione sparge la sabbia colorata all’interno delle campiture; nel rilassamento della mente che ne deriva dal compimento di tale operazione. Grazie a questa astrazione della mente, l’anima può raggiungere il suo Nirvana, ed una volta terminato il mosaico, poiché non vi è solitamente colla in esso, viene distrutto.

I miei mandala di zucchero (tranne il Mandala della vita per ovvi motivi di deperimento degli ingredienti) ricoprono torte in pan di Spagna di mia fattura, che poi regalo agli amici (dopo averli fotografati, così come faccio con qualsiasi espressione della mia creatività). In questo modo, non solo rilasso la mia mente, ma mi avvicino anche ai riti induisti dove i fedeli preparano e portano al tempio offerte in cibo, che successivamente consumano insieme agli altri al termine delle preghiere.

Nella foto in basso è ritratto uno dei miei mandala di zucchero regalato ad una amica in convalescenza.



Descrizione dell’opera

Mosaico circolare in pasta di zucchero e piccoli confetti, ispirato ai mandala di sabbia colorata che i monaci buddisti realizzano descrivendo geometrie sacre e che abitualmente distruggono appena ultimati, in quanto il valore sacro dell’opera e’ tutto racchiuso nel comporla.

mandala della vita e’ un disegno circolare composto da 8 cerchi che, intersecandosi, originano vari scomparti a spicchio delimitati da sferette argentate e riempiti da piccoli confetti variamente colorati.

secondo la simbologia cromatica dei mandala, al centro dell’opera, vi e’ un confetto arancione che rappresenta l’energia vitale. da esso, verso l’esterno, i colori passano a descrivere l’inconscio, la creativita’, l’equilibrio, la passione, l’intuizione ed infine la vita stessa.





n. 16 “La trinità”- Damiano Gonnelli








Tecnica: computer grafica

Dimensioni: 250x250 mm











































n. 17 “Creare”- Alessia Ioviero






Tecnica: olio tela

Dimensioni: mm





























n. 18 “Bianco o viola”- Mansueto Leonardo




Tecnica: olio su tela

Dimensioni: mm







“Personaggi, forme ed oggetti della realtà si ritrovano ed interagiscono tra di loro per rappresentare e creare una realtà nuova e non riconoscibile in uno spazio irreale, fantastico. E’ così che cerco di arrivare e smuovere l’anima dell’uomo.”











n. 19 “Olio degli infermi”- Ciretta Palumbo



Tecnica: vernice su vetro

Dimensioni: 400x 1200 mm



Nella tradizione liturgica, tanto in Oriente quanto in Occidente, si hanno testimonianze di unzione degli infermi praticate con olio benedetto.

Nel corso dei secoli l’Unzione degli infermi (come oggi è definita) era conferita sempre più esclusivamente a coloro che erano in punto di morte.

Per questo motivo aveva ricevuto il nome di “Estrema Unzione”.

Il rito per l’amministrazione di questo sacramento era semplice ma molto significativo. Si ungevano(facendo un piccolo segno di croce) prima gli occhi, poi le orecchie, le narici, le labbra, le mani e i piedi. A ciascuna unzione si pregava insieme con il sacerdote affinché il Signore donasse all’infermo la salvezza dell’anima e la sanità del corpo.

Oggi il sacramento dell’Unzione degli infermi viene conferito ai malati in grave pericolo ungendoli solo sulla fronte e sulle mani con olio debitamente benedetto 8olio di oliva o altro olio vegetale) dicendo una sola volta: “Per questa santa Unzione e per la sua piissima misericordia ti aiuti il signore con la grazia dello Spirito Santo e, liberandoti dai peccati, ti salvi e nella sua bontà ti sollevi”.

Ho voluto rappresentare secondo la vecchia tradizione questo sacramento in ricordo di mia suocera che è salita al cielo da poco tempo.

Ella ha sentito forte l’esigenza di ricevere questo conforto finale quale dono dello Spirito Santo per la gioia e la salvezza della sua anima.

n. 20 “San Pio il frate di Pietrelcina”- Dino Vincenzo Patroni





Tecnica: medaglia in fusione di bronzo

Dimensioni: diam. 330 mm







Questa stessa opera per Padre Pio fu scelta tra le tante e pubblicata su "Famiglia Cristiana", n.17 a pag. 169, proprio il giorno della Beatificazione solenne del Frate di Pietrelcina, avvenuta il 02/05/1999 e riportata sulla Rubrica "IL NUMISMATICO", a cura del Prof. Roberto Saccarello.































n. 21 senza titolo- Vincenzo Petrarca










Tecnica: mista su tela

Dimensioni: 1000x700 mm



























n. 22 “”- Riccardi Antonietta






Tecnica: olio su tela

Dimensioni: 1000x700 mm





L’identificazione in un proprio credo, aiuta in molti momenti della vita, a noi oscuri…..

I simboli da me illustrati nel dipinto sono alcune delle più importanti religioni del mondo, da qui il mio “non – credo” a una sola e unica religione ma al significato che ognuna di essa cerca di emanare, che probabilmente è unico e universale; distorto dal riflesso culturale delle varie popolazioni che le propagano.

La ricerca ci indirizza alla conoscenza, con essa si elimina la paura di ciò che appare indifferente e incomprensibile ai nostri occhi, per questo credo che nella fede non dovrebbero esserci confini.

L’idea di una continua ricerca mi da la possibilità di crescere senza limiti e comprendere, col tempo, quale possa essere realmente il mio credo o filosofia che sia.













n. 23 “Il velo dell’innocenza”- Raffaella Romano




Tecnica: fumo di candela su mattonella

Dimensioni: 400x400 mm



Attraverso il volto di una donna araba, pervaso da un’indecifrabile ansia interiore, si apre, per l’osservatore una finestra luminosa su una religiosità ancora poco visitata nella sua spiritualità più viva.











































n. 24 “senza titolo”- Amedeo Sanzone






Tecnica: mista su legno terreno, colla,olio, smalto ecc

Dimensioni: 590x880 mm







































n. 25 “L’alba dei dannati”- Nakys (Anna Chiara Sgaramella)





Tecnica: MODELLAZIONE SOLIDA + TEXTURIZZAZIONE AVANZATA+ RENDERIZZAZIONE FINALE

Dimensioni: 2480 X 3508 PIXEL



Ogni giorno una Luce accecante squarcia per un istante il Regno dell'Ombra.

I Dannati tendono invano le loro membra verso quella speranza di salvezza di cui mai potranno godere ,condannati per sempre ad una esistenza tra l'oscurità e la sofferenza.

Una pianta infestante e parassita li ha fagocitati ed ora da loro trae il suo nutrimento e la sua forza vitale.

Una Grande Radice strisciante,una infida malerba, impossibile da estirpare, capace di sopravvivere a tutto, che non ha né rami né foglie ma bensì arti umani ,continua a crescere ed a svilupparsi grazie a quegli uomini che ad essa si sono avvicinati, incauti con la falsa promessa di avere potere ,supremazia , immortalità ,e che per questo rinunciano per sempre alla Luce.

Adesso intrappolati in questo tessuto soffocante gridano aiuto e cercano inutilmente di sfuggire da questa orribile prigione.

La Malignità ha preso le sembianze della Natura, che da simbolo di perfezione Divina, si è trasformata, si è deturpata sino a diventare un qualcosa di mostruoso e di deforme, un Essere immondo che si nutre della cattiveria degli uomini.

L'Alba dei Dannati per un istante mostra loro la Luce,fonte di speranza e di salvezza,e per ricordare quanto grande è stato il loro errore.



n. 26 “Cristogramma”- Marco Simeone






Tecnica: collage, china acquerellata, pastello, acquerello su supporti di cartoncino

Dimensioni: 200x 300 mm



































n. 27 “Anime blu”- Maria cristina Sodano

















Tecnica: mista

Dimensioni: 700x 1000 mm











l’idea del quadro ha preso spunto dall’osservazione delle nuvole: il vento tira fuori da esse forme inaspettate, come se la mano di Dio volesse mostrarci l’immagina di angeli, e al disotto la città continua a pulsare vita.















n. 28 “Offerta, Cecità, Illusione”- Sparano Marcello





Tecnica: olio su tela

Dimensioni: 300 x 400 mm





Sacro è di riflesso divino. L’opera si presenta come un offerta alla divinità; OFFERTA rappresentata dal frutto degli Dei, cioè l’Uva.

L’UOMO tende la sua mano, deforme e monocromatica, verso una figura estetica simile alla propria, con la speranza e l’ ILLUSIONE di ricevere benevolenza e amore. Ma la figura che ha dinnanzi è CIECA e non può vedere né apprezzare il dono e lo sforzo compiuto dall’UOMO.

In sintesi, SACRO è offrire senza scopo, non vedere ciò che è, illusione per la mente umana.



















n. 29 “SGUARDI–IN–CROCI-AT(E)I”- Chiara Tarantino

Tecnica: acrilico e smalto su tela

Dimensioni: 1200 x 1200 mm

Nell’opera viene rielaborato uno dei temi più diffusi e commoventi dell’arte sacra: la crocifissione di Cristo, proponendone, l’artista, una personale interpretazione che tiene conto della partecipazione all’evento drammatico dello spettatore contemporaneo, vivente in una società multiculturale permeata di sentimenti religiosi legati ai vari tipi di credo, ateismo compreso.

Qui l’equilibrio dinamico degli sguardi tende a distogliere l’attenzione dalla tradizionale figura del corpo di Cristo, a tal fine smaterializzata mediante l’uso del dripping, ed a concentrare l’emotività della scena nell’intrecciarsi dello sguardo dei volti dai lineamenti ben definiti, che nel contempo, si rivolgono allo spettatore invitandolo a partecipare al pathos dell’evento, lasciandolo in sospeso nel sentimento che l’uomo contemporaneo vive tra l’indifferenza e la commossa partecipazione di chi abbraccia la fede.











n. 30 “Luce e Tenebre”- Torodova Loreta Voutova







Tecnica: olio tela

Dimensioni: 1300x 900 mm









Dall’abisso primordiale, (п) dal caos, sgorga pura e dolente la luce (ככ א

Squarcia le tenebre ( ) per dare la vita allo spirito ( ) nel simbolo della fede.



























n. 31 Il crocifisso nello spazio, nel tempo - Alessandro Serini

“La croce gloriosa del Signore Risorto

è l’albero della mia salvezza

Di esso mi nutro

di esso mi diletto

nelle sue radici cresco

nei suoi rami mi distendo”

(Anonimo, II secolo)


Tecnica: Fotografia

Dimensioni: 20 x 20 mm

Il tema del sacro ha sempre attratto l’uomo, fin dalle suo origini. Nella storia europea esso ha coinciso, negli ultimi due millenni, con l’affermarsi del Cristianesimo.

Simbolo ineguagliato di questa religione è stato il crocifisso. La forza del segno è stata tale da attraversare il tempo e lo spazio senza conoscere momenti di stanchezza o ripiegamenti verso rappresentazioni alternative del rapporto tra Cristo e gli uomini.

Non stupisce, quindi, come il crocifisso, immutato nel suo significato, sia stato rappresentato in forme diverse e in diversi tempi dall’artista sacro, impastandolo con sensibilità e canoni estetici sempre nuovi.

La fotografia esprime il tema della consolazione nella morte. Niente lega di più gli uomini a Cristo che il loro passaggio al Cielo. Morti con lui, con lui risorgeranno. Nella speranza, il dolore del distacco si fa meno straziante, per chi piange i propri defunti. La fotografia è stata scattata al confine tra Italia ed Austria; il cimitero porta testimonianze della fine del 1700.





n. 32 “Variazioni sul tema” - Pierpaolo D’Antonio





Tecnica: Misto su Cartoncino Cotonato

Dimensioni: 270 x 370 mm



L’opera da me reinterpretata nasce da una profonda ed attenta ammirazione da sempre avuta verso i “Maestri” in genere, in particolare, Leonardo.

L’opera non genera dubbi nell’osservatore attento, sulla matrice di stampo Leonardesco, infatti trattasi di uno dei suoi più stretti allievi : Andrea Solario – Madonna dal cuscino verde.

Nella reinterpretazione da me eseguita la composizione originaria non viene stravolta del tutto, ma anzi ne conserva nella sua interezza la sua originaria sinuosa armonia compositiva.

Dalla composizione come si vede ho eliminato lo sfondo naturale, un po’ per snellire la composizione ed un po’ per focalizzare il mio interesse sul soggetto sacro della maternità, sacralità che ho voluto “rinnovare” attraverso uno sfondo dorato.

Per l’esecuzione di quest’opera (370 x 270 mm) ho utilizzato una tecnica mista: tempera, tempera acrilica, acquarello ed olio.

Chiaramente per avere i risultati da me conseguiti ho lavorato a più riprese, rispettando dei tempi biologici.

n. 33 “Sebastiano Iardino interpreta i classici”- Sebastiano Iardino






Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 500 x 450 mm





L’opera nasce un po’ per gioco, riassicurarsi (durante un momento di smarrimento) di possedere ancora un “buon mestiere” capace di far prendere forma al più bizzarro pensiero.

Il mestiere quindi…elemento importante per la valutazione positiva di un manufatto artistico è “cartina di tornasole” nello stesso tempo, capace di valutare le capacità professionali del pittore (oggi quasi del tutto obliate a vantaggio della ideazione).

Il soggetto diviene un pretesto per una interpretazione (tratto da : l’Adorazione dei Pastori di Bartolomè Estaban Murillo, maestro spagnolo del seicento).



















n. 34 “Madonna Incoronata”- Rita Ragni





Tecnica: maiolica smaltata

Dimensioni: 300 x 400 mm (ovale)









L’opera in ceramica maiolicata e dipinta, raffigura la Madonna Incoronata. L’iconografia è tratta da un’antica immaginetta reinterpretata liberamente in un periodo in cui lavoravo ai misteri del rosario.



















n. 35 “Luce divina”-Giacomo Cornelio






Tecnica: CARTA BIANCA E NERA, LAMIERINO DI RAME

Dimensioni: 210 x 300 mm



















L’ opera “LUCE DIVINA” dell’artista Cornelio Giacomo rappresenta la luce sacra di Dio che squarcia la tenebra.















n. 36 “Luce vera”- Pasquale Sanseverino






Tecnica: olio e guaina liquida

Dimensioni: 2 tele 500 x 500 mm

Gv 1.9

9Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.”



Forme scomposte, monche, irregolari di essenze che vagano senza luce.

Il fondo nero,che le avvolge, come quella densa sensazione di costrizione, mascheramento; quella coltre buia del nulla che attanaglia le anime di chi non ha luce a cui dirigersi, da cui trarre fonte inesauribile per riflettere la stessa luce.

Le lacerazioni di questa pellicola sottile, ma al tempo stessa resistente, elastica, simboleggia tutta la potenza della luce vera e la drammatica esigenza dell’essenza di essere tale solo se si ha luce vera.

Serie guaine

La ricerca di un contatto con l’essenza di coloro che lo circondano, le figure vengono scomposte, quasi cancellate in esili linee o strati di guaina, plexiglass o acciaio.



Il desiderio di far leggere la vita e le sensazioni, attraverso le linee ed il colore sulla tela, senza che le forme si vadano ad insinuare e delimitino la realtà.



La serie GUAINE, inaugura un nuovo percorso che si intreccia altre serie quali sono MARMI, VERNICE.









n. 37 “L’ultima conoscenza”- Chianese Roberto












Tecnica: istallazione

Dimensioni: 1000 x 700 mm









Sol che divien dalle rugose ombre del Mistero,

e, nell’abbaglio di divin dolcezze,

in lampi muti, candidi risvegli,

trasali il sonno verso Mattini eterni!



Il Dio ha liberato il suo puro sguardo,

levando il velo, ebbra lacrima d’Ignoranza,

nudando l’Occhio che nel buio vide

la Verità-Terra e l’ultima conoscenza.











n. 38 “LA SACRALITA’ DELL’AMORE”- Scognamiglio Piera












Tecnica: olio su tela e stoffe

Dimensioni: 1000 x 1000 mm



La sacralita’ e’ in un sentimento puro ed incontaminato qual e’ l’amore.

L’Amore nelle sue infinite sfaccettature e’ il tema centrale del quadro.

L’Amore per un lavoro a cui ci si dedica con passione e devozione, quello dell’artista, per il quale, parafrasando Chagall “nell’Arte come nella vita, tutto e’ possibile se basato sull’Amore”, si incontra qui con le parole di Jacopone da Todi, il giullare di Dio” ispirato dalla sua spiritualita’ francescana, testimonianza universale dell’esultanza del cuore e dell’abbandono mistico nell’ abbraccio che cancella ogni distanza.

E mi ritornano alla mente le parole di un noto scrittore francese, Bernanos, quando dice : “Ho perduto l’infanzia e non la potro’ riconquistare se non attraverso la santita’….”

Una frase che si adatta benissimo alla figura di Giovanni Paolo II, che nella purezza di animo riconducibile a quella di un bambino e nel suo infinito impegno d’amore verso il mondo ha comunicato ad esso in che modol’amore vero non annulla le legittime differenze ma le armonizza in una superiore unita’.

Sulla destra del quadro si scorge un innocente, vittima dell’altra faccia del mondo basata sull’odio e l’egoismo: Tommaso Onofri, a cui in parte dedico questo mio lavoro.





n. 40 “Elogio alla Purezza della Vergine e alla Clemenza di Cristo”- Floriana Testa


Tecnica: acrilico su cartone pressato e trattato

Dimensioni: 6550 x 7550 mm







Nell’opera vi è un forte senso simbolico, infatti i pochi elementi raffigurati sono l’essenziale del mio concetto di sacro. Iniziando dal cielo che rappresenta l’infinita grandezza di DIO , passando poi alla figura del giglio che come gia noto rappresenta la purezza, e la castità della Vergine Maria. L’ape invece secondo l’iconografia cristiana in virtù della dolcezza del suo miele rimanda all’immagine di Gesù Cristo e alla sua clemenza nei confronti dell’uomo.













n. 41 “CREATIVITA’”- Iino Mayumi








Tecnica: XILOGRAFIA colorata a mano

Dimensioni: 300 x 400 mm



Il mondo in cui viviamo è stato creato da QUALCUNO che nella cultura occidentale è chiamato DIO. La mia opera vuole esprimere questa idea di creazione attraverso un linguaggio che unisce astrazione e figurazione.

Osservando l’immagine, infatti, si possono notare alcune fasce o flussi che contengono altrettanti elementi della natura “creata”, alberi, pesci, animali ecc. I flussi suggeriscono un movimento, un andamento che simboleggia la vita e il suo divenire. Anche i colori sono importanti: il nero, come buio primordiale, i vari gialli rossi e blu come manifestazioni della luce divina.











n. 42 “LUCE DEL MONDO”- Rocco Fiumara






Tecnica: mista su tavola

Dimensioni: 300 x 400 mm







L’opera da me proposta consiste in un collage di immagini tratte dalla realtà contemporanea, incollate su tavola e manipolate con colori acrilici e tempere. In trasparenza si nota la figura iconica di Cristo, sullo sfondo di un paesaggio dai colori acidi e forti. L’idea di fondo è che la presenza del sacro nella realtà contemporanea è una presenza discreta e insospettabile, ma visibile a chi “aguzzi” lo sguardo e voglia veramente trovarLa.

Le piccole dimensioni dell’opera sono un esplicito messaggio di “antimonumentalità” e leggerezza, in opposizione al clamore e al gigantismo urlato delle immagini attuali, di qualunque genere e provenienza.











n. 43 “Estasi”- Corcione Luisa




Tecnica: terracotta

Dimensioni: H 270 mm



n. 44 “Luce dell’angelo”- Cinque Maurizio




Tecnica: terracotta e resina

Dimensioni: 300x350 mm







n. 46 “Madonna con bambino”- Giuseppe Torre


Tecnica: olio su tela

Dimensioni: 500 x 700 mm

n. 47 “Ombre di luce divina”- Caruso Anna


Tecnica: mallo di noce su carta

Dimensioni: 510 x 310 mm



Ho voluto rendere il momento della crocifissione in modo minimale.

Essenziale la forma, forte il contenuto.

Ombre di luce divina ….. il titolo.

n. 48 “S. Giorgio”- Martucci Gianluca




Tecnica: olio su tela

Dimensioni: 600 x 800 mm



La tradizione occidentale ha sempre visto nella figura del drago, l’aspetto esistenziale più basso, quello più legato alle passioni materiali, all’impossibilità dell’uomo a raggiungere la “luce”, alle tenebre nelle quali si vaga senza via di uscita.

L’uccisione del drago è quindi il superamento di questa condizione di “sonno”, il risveglio dell’intelletto che innalza l’uomo e gli permette di rendersi partecipe del sacro, di riappropriarsi dello “stato primordiale”, di essere un tutt’uno col cosmo intero.

E’ quindi un passaggio iniziatici che avvicina l’uomo al sacro.



n
La chiesa cattolica ha avuto un ruolo molto importante nella storia dell’umanità, con tutte le sfaccettature a volte oscure, a volte no.

I Papi, figure predominanti ed importanti come punto di riferimento per il popolo credente, che ha trovato in Giovanni Paolo II, un papa a di fuori del normalee l’ha dimostrato con disprezzo nei confronti del demonio che ha più volte tentato la sua anima cercando persino di ucciderlo attraverso la mano di uno straniero, ma lui, il papa buono, ha perdonato il suo attentatore riportandolo sulla retta via.

L’uomo l’ha fatto santo, ma cos’è l’uomo di fronte a Dio che di sicuro, anche senza il nostro giudizio l’avrà accolto a se, semplicemente per la sua opera, quella di servire Dio fino alla fine.



. 49 “Ritratto Giovanni Paolo II”- Faliero Giovanni

Tecnica: gessetti e pastello su carta

Dimensioni: 700 x 500 mm



n. 50 “senza titolo”- Montefusco Angelo






Tecnica: scultura plastica e ferro

Dimensioni: H 300 mm



Arte Sacra…. Cos’è che credo? Cos’è ispira, cosa spinge, cosa riesce a trasformare in sacro un oggetto, un pensiero, un’idea?

E’ sacro il busto di un uomo messo in croce, anche se non ha il volto del Cristo?

E’ sacro il ritratto di una madre con il figlio, anche se non è la Madonna quella donna, né Gesù il suo bambino?



Dedicato a Dio, ciò che riguarda il culto divino o cosa religiosa - di persone o cose degne di reverenza e venerazione”



Questo è quanto la lingua italiana dice del sacro…

Credo che l’arte non ritragga né scolpisca ciò che è sacre ma ciò che è sacro che s’appropria di un ritratto o di un’immagine, qualunque essa sia, quando questa cessa d’essere cosa comune, per elevarsi a mistero, bellezza, perfezione….. cosa degna di reverenza e venerazione….La pietà, La Maddalena, Le Tre Grazie, La Cappella Sistina, La Gioconda, I Girasoli, L’Urlo, ect, ect, ect….





















n. 51 “Icone etichettate”- Cinquegrana Gianni




Tecnica: santini & fede

Dimensioni: 3000 x 3000 mm



L’opera nasce dalla lettura di tale bando è in particolare sul “riaccendere l’attenzione su una forma espressiva che in tempi recenti è stata trascurata nella riflessione artistica.”

Analizzando velocemente l’iconografia religiosa durante i secoli passati.1 da una raffigurazione ieratica e mistica pre-medioevale,dove l’immagine sacra era enfatizzata dalla luce divina che regnava con la sua magnificenza,una grandezza superiore che governasse la nostra fede.2 ad una rappresentazione piu’ umanizzata del sacro,attraverso l’entrata in scena dei santi,che sono senza dubbio una sublimazione di una fede meno trasparente.3 per passare ancora ad una raffinatezza pittorica e scultorea 1500-1800,legata ad una religione che proponeva i Santi sempre piu’ vicini all’uomo,attraverso le loro “gesta” da vivi, esaltando forme plastiche e situazioni che evocassero l’importanza della fede.4 fino ai giorni nostri dove l’arte contemporanea (sacra) è stata relegata a troppi minimalismi o stilizzazioni che spesso hanno indebolito il valore della fede e del sacro.5 L’istallazione quindi è nata per il rafforzamento e riproposimento della spiritualità, attraverso una rappresentazione moderna del Sacro – i Santini – espressioni di sentimenti religiosi legati al credo e speranza delle persone che se ne impossessano .circa l’80% delle persone hanno un santino gelosamente custodito, portafoglio, borsellino, auto, borsa, e noi affidiamo a queste massima cura e protezione, in cambio di una protezione reciproca.

L’istallazione prevede uno spazio vuoto di attraversamento con la sospensione dei 100 Santini, che lo spettatore è indotto a percorrere attratto 1 dalla diversità raffigurativa di tali immagini 2 dalla forza evocativa della fede altrui (l’etichettatura; che indica le provenienza del prodotto) 3 dalla curiosità di leggere le preghiere poste nella parte posteriore delle immagini , che lo avvicinerà inconsciamente alla fede religiosa.

L’opera è l’insieme della fede di tanti donatori , incompleta in quanto io l’ho solo iniziata ma la fede di altri donatori continuerà ad accrescerla, ed chissà un giorno a completarla.







n. 52 “Deposizione suburbana”- Schiavoni Emilio















 
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